Ho passato quattro pomeriggi al MiArt, la fiera d'arte milanese. Tempo speso a salutare gli amici, a parlare con qualche gallerista, ad ascoltare esperti, a vedere una rassegna di video di cinque ore. Mancavano alcune delle più importanti gallerie milanesi (ma perché?) e e soprattutto mancavano importanti livelli di comfort: la stanza dei convegni era invasa dal suono degli altoparlanti, come quella dei video che in più era dotata di panche durissime. Ora delle sei di sera tutti avevano la faccia arricciata dall'eccesso di decibel inutili.
Fortuna che tornando a casa a riposare ho trovato il vicino tutto preso a lavorare con il trapano e il martello al piano di sopra.
(>>english version)
I spent four days at MiArt, the yearly Milan art fair. Time spent in saying hallo to friends, talking with gallery owners, listening to experts, watching a five-hours video review.
Some of the most important galleries were missing, I wonder why, and most of all the fair lacked some very important levels of comfort: the conference room was deafened by the sound of external loudspeakers, exactly like the video room, wich in addiction had very hard benches to sit on. By 6 o'clock everybody had faces crumbling under the useless noise.
Luckily coming home to rest I found my neighbour hammering away over my head.