A Paris Photo c'era una folla notevole già il venerdì a mezzogiorno, e poi si è infittita: a metà pomeriggio era come essere in piazza dopo la messa, con la differenza che qui andavano in tutte le direzioni, e parlavano tutte le lingue, come a Babele.
Quanto alle foto, molte mi hanno fatto il solito effetto delle mostre di fotografia: belle, ma un po' tutte uguali. Ogni tanto però si vedeva qualcosa di molto bello e diverso dal solito, e anche fra i video dei paesi scandinavi.
Per vedere più di due ore filate di video corti, però, ci vuole una bella resistenza. Io l'ho fatto, ma poi ero rimbambita dal mal di testa, e al bar c'era una coda tale, con una triste offerta di panini e caffè, che ho preferito saltare il pasto.
Gli stand erano affollati ma piccoli e la pianta confusa, insomma mi è sembrato che l'unico obiettivo dell'organizzazione fosse di fare soldi, senza dare un servizio adeguato. Succede spesso nelle fiere d'arte, mi pare: il visitatore non conta, il gallerista vale poco di più, i bagni sono trascurati o introvabili, i bar servono orribili panini oppure sono riservati ai collezionisti di lusso. Capisco gli affari, ma insomma...
(>>english version)
Paris Photo was crowded on Friday noon, and of course it was worse later: people went in all directions and spoke all languages, Babel-style.
As for the photographs, most looked beautiful, but always more or less the same old subjects and points of view. From time to time it was possible to see something very good and different, and also in the Scandinavian video review.
More than two hours watching short videos, though, need strong spectators. I made it, but afterwards I was tired and sick with headache, and at the bar, offering no more than sad sandwiches and coffee, there was such a waiting line that I preferred to go without lunch.
The stands were crowded but small, the plan confused, my over all sensation was that the organizers cared only for the money, without giving an adequate service. It often happens in art fairs, I think: visitors don't count, galleries just a little more, toilets are horrible or impossible to find, cafeterias serve depressing sandwiches or are off-limits for normal people, being reserved to the important collectors. I can understand business, but...