I have been looking for public space (defined as non-privatised space, the space that escapes control, the space which is not cleaned up, the space of transgression, the space of need, of the needy – while at the same time aware of the fact that space is always partly privatised, meant for a part of the public). So I was always looking for the most public spaces. The homeless, drug addicts, gypsies, children, homosexuals … pointed these out to me: the spaces they occupy are not or hardly privatised, or, at any case, used to be public spaces before they arrived there.
Wim Cuyvers
(>>versione italiana)
Stavo cercando uno spazio pubblico (definito come spazio non privatizzato, spazio che sfugge al controllo, che non è pulito, lo spazio della trasgressione, quello del bisogno e dei bisognosi - mentre allo stesso tempo ero consapevole che lo spazio è sempre in parte privatizzato, destinato a una parte del pubblico). Così cercavo sempre gli spazi più pubblici. I senza casa, i drogati, gli zingari, i bambini, gli omosessuali... me lo fecero scoprire: gli spazi che occupano sono poco e niente affatto privatizzati, o, in ogni caso, erano spazi pubblici prima che ci arrivassero loro.
Wim Cuyvers