17.02.05

pettegolezzo - gossip

C'è ovunque una tendenza verificabile a raccontare sempre di più i fatti propri, a sottolineare l'appartenenza a piccoli gruppi. Da una parte i blog, dove molti si raccontano per ore. Certe volte scrivono bene, e sono interessanti; spesso potrebbero dire le stesse cose in un terzo delle parole, con vantaggio di tutti. Perché dovrei perdere ore della mia vita a leggerli? La vita è breve, e i libri tanti, anche se certi giorni mi pare di averli già letti tutti.
Già, allora perché scrivo un blog, io? Probabilmente perché mi pare che le cose che dico non siano poi così private. Ah, davvero?
Poi ci sono le riviste, in quelle italiane d'arte pare che ormai la rassegna di foto pettegole sia indispensabile. Che cosa mi importa di vedere le foto di gruppo di artisti e critici a cena in un ristorante triste, o di sapere con chi ride l'artista Pincopallino? Delle opere non si parla. Si suppone forse che un lettore debba conoscere il lavoro di tutta questa gente, come quello dei poeti e degli scrittori? Oppure sono cose destinate a un piccolissimo gruppo, che cerca di convincersi di essere molto importante?
E' così che il mondo dell'arte contemporanea cerca di contare nella società italiana?

(>>english version)

There's everywhere a tendence to tell one's own private stories, and to underline group membership. On the one hand there are blogs, where many people tell about themselves for hours. Sometimes they write well, and are interesting; often they could say the same in one-third of the words, and everyone would be happier. Why should I spend my time reading them? Life is short and books are many, even though sometimes it looks as if I've read them all.
Well, so why do I write an art-blog, then? Probably because I think my posts are not all that private. Oh, really?
Then there are Italian art magazines, where recently the gossip pages have got more and more important. Why should I wish to see the photos of people around a sad restaurant table, or to know with whom one artist is laughing, and where? No mention of their work. Is the reader expected to know the oeuvre of all those people, plus that of poets and writers? Or is the thing destined to a very small group, trying to convince themselves they are all-important?
Is that how the contemporary art world tries to impress Italians?

Posted by Carla DellaBeffa at 17.02.05 11:11