November 19, 2004

italia - italy

Come mai le parole italiane più famose nel mondo, quelle che sono passate nelle lingue straniere, sono parole come "fiasco", nel senso di fallimento, "imbroglio", "farniente"? Non mi pare tanto positivo. Mi consolo pensando che dalla diffusione dell'opera lirica e della musica vengono "bravo" e "diva", "pianissimo", "fortissimo", "con dolcezza". L'arte, del Rinascimento però, ha lasciato agli storici dell'arte parole come "sprezzatura" e "sfumato". Ma sono tutte storie vecchie di secoli.

Di recente ci sono le parole della cucina, "mozzarella", "spaghetti", "pizza", "cappuccino". E poi rimane "lollo" (nel gergo francese di qualche anno fa, in onore dell'attrice Gina Lollobrigida) per dire tette. E "ciao" per salutare quando si va via (mai arrivando, come si fa da noi).

(>>english version)

How comes the most famous Italian words, those that are sometimes used in foreign languages, are words like "fiasco", meaning failure, "imbroglio", "farniente"? It doesn't look too positive. I console myself thinking that from the opera and music world come "bravo", "diva", "pianissimo", "fortissimo", "con dolcezza". Renaissance art has left art historians words like "sprezzatura" e "sfumato". But these are centuries old stories. Recently, we managed to diffuse the words of cooking, "spaghetti", "pizza", "mozzarella", "cappuccino". And then remains "lollo", meaning tits in the French jargon of some years ago: an homage to actress Gina Lollobrigida. E "ciao" to say goodbye (in Italy it also means hallo).

Posted by Carla DellaBeffa at November 19, 2004 06:49 PM
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