12.04.04

femministe - feminists 2

Ancora di donne e linguaggio. Per esempio, ci sono quelle che chiamano "assessora" le assessore, "ministra" la donna ministro. Ci sono quelle che dicono "poetessa" e quelle che dicono "poeta". Quelli che continuano a dire"cari signori" anche se sono tutte donne. Quelli che dicono e scrivono "lui/lei" e cercano di concordare anche gli aggettivi, il che non è bello da leggere (qualche volta lo faccio, a mia vergogna, in mancanza di qualcosa di meglio). Quelli che come me scrivono "quelli" e non sempre si parla di uomini.

Alcuni anglosassoni, anche maschi, usano il femminile per tutto, il sole e la luna e il generico, come se dicessero "una pensa". Altri dicono "uno pensa", e poi mettono il plurale, che almeno è uguale per entrambi i generi. Mica facile, cambiare il linguaggio, e non siamo nemmeno d'accordo sui principi base.

(>>english version)

About women and language, again. Italian and the other Latin-derived languages have feminine and masculine pronouns, where English has feminine and masculine possessive adjectives. Trying to refer to women with more gender-consciousness, everyone adapts languages depending on her ideas and tastes. The experiments are plenty: the above "everyone=her", the feminization of everything, from a generic "wo-man" subject to the sun and the moon, the form "everyone=they", the horrible but diffused he/she (why does he generally come first anyway?) and so on. To change the language is very difficult, especially when we don't even agree on the basic principles.

Posted by Carla DellaBeffa at 12.04.04 13:15
Comments