Quando mi accorgo che non ho mai usato la parola "personalitā" e non so neanche bene che cos'č, vado a vedere sul dizionario. Il Devoto-Oli dice "personalitā s. f. 1. L'ambito relativo alle pertinenze strettamente individuali, spec. in quanto capaci di costituire o conferire motivo di capacitā giuridica o sempl. di distinzione sul piano dei rapporti sociali (...) 2. concr. Persona di grado gerarchicamente levato o singolarmente autorevole in un ambito determinato di attivitā o di interessi (...)"
No, davvero non mi interessa esprimere la mia personalitā. Quella che emerge dall'opera di un'artista č una visione del mondo. L'opera, anche quando parla in prima persona, č separata dall'artista. Perfino l'autobiografia č un'invenzione, o almeno una scelta fra cose da dire e da nascondere. E anche la menzogna č una categoria autobiografica, dice il saggista francese Philippe Lejeune in "Le pacte autobiographique".
(>>english version)
When I become aware that I don't ever use the word "personality", I go and look into the word. The Penguin English Dictionary says
"personality n. fact or state of being a person, identity; well-known person, celebrity; total, mental, social, and emotional qualities of an individual; character, esp. as perceived by others (...)"
No, I' m really not interested in expressing my personality. What surfaces in an artist's works is a vision of the world. The work is part of, but separated from, the person. Even autobiography is an invention, or at least a choice among things to reveal and things to hide. And falsehood is an autobiographic category too, says French essayist Philippe Lejeune in "Le pacte autobiographique".