Leggi le biografie di molti grandi artisti, gente come Leonardo, Michelangelo, o più recentemente Giacometti, per dire, ma anche parecchi contemporanei, e trovi che sono o erano versatili, capaci di spaziare dalla scultura alla poesia, dalla pittura alla scienza, per non parlare dell'architettura o della diplomazia, come nel caso di Rubens. Per i moderni, cinema e musica sono citati spesso, accanto alle opere di pittura, o di scultura. Poi cerchi una galleria e mostri il tuo lavoro, che appunto non è di un solo genere, e ti dicono che loro fanno solo pittura, o solo fotografia. Solo pittura di un certo tipo: paesaggi, astratto...
Esistono musei dell'acquerello. Ti chiedi se li fanno anche per l'olio, l'acrilico, i collage.
A questo punto suggerisci di tagliarti a fette, anche se non è la tua massima ambizione. E ti chiedi come farebbero perfino quei poveri geni a sopravvivere, oggi. (Certo lo sai che non sei un genio, ma sai anche che il tuo è un buon lavoro, e che questa parcellizzazione è assurda).
(>>english version)
You read the biographies of many great artists, people like Leonardo, Michelangelo, or more recently Giacometti, but also several contemporaries, and you find they are or were able to go from painting to poetry, from sculpture to science, to say nothing of architecture or diplomacy, as was Rubens's case. As for the modern artists, cinema and music are often added to painting and sculpture. When you look for a gallery and show them your work, which isn't specialized, and they say they do just paintings, just photographs. Only one kind of paintings, often: landscapes, abstract... There are watercolor museums. You wonder if there are oil, acrylic, collage museums.
So you suggest to cut your work into slices, although it's not your best ambition. And you wonder how could even those poor geniuses survive, nowadays. (Of course you know you're no genius, but you also know your work is good quality, and this parcelling is absurd.)