29.07.03

colori - colors 2

Martha Schwartz, USA
-La nostra cultura ha paura del colore

Secondo molti giudizi, anche non coscienti ma profondamente radicati nella nostra cultura, la gente seria non ama il colore. Il bianco e il nero sono considerati molto più morali. Molto cinema "intellettuale", di qualità, fino a pochi anni fa era in bianco e nero. E aveva meno spettatori.

Per secoli hanno detto che il disegno è più importante del colore. Nell'antico dibattito fra pittura veneta e disegno fiorentino. Nelle chiese protestanti e in quelle barocche. San Bernardo era così cromofobo e iconofobo che nelle chiese ammetteva solo la croce nuda. E probabilmente è da questa idea di rigore morale che sono nate le fortune d'élite del minimalismo tutto-bianco. Oggi è lo stesso in architettura, come dice Schwartz. Certo, quando si osano intonaci di colori sbagliati, non in armonia con l'ambiente circostante, non si abbellisce il paesaggio urbano, né la campagna.
Dall'altra parte, nei secoli passati la pittura, i colori, l'oro, tutto andava a sottolineare la gloria di Dio, e a educare i fedeli. Le chiese raccoglievano e esibivano reliquie impossibili. Le bambine baciavano le immaginette di santa Rita prima del compito in classe.
Il colore celebra la natura e la vita a livello istintivo, non razionale. Ma i critici e gli intellettuali, che fanno la cultura, sono gente di parola, quindi razionali. E dato che il disegno e la parola, il bianconero e la parola sono della stessa famiglia, diventano "migliori" perché si possono definire più facilmente.
Qualche volta penso che ci sono già troppe immagini, troppe parole. Però come si fa? Sono un'artista visivo/verbale.
-David Batchelor, Cromofobia, Bruno Mondadori
-Alain Besançon, L'image interdite, Gallimard

(>>english version)

Martha Schwartz, USA
-Our culture is phobic about color

In many opinions, sometimes unconscious but deeply rooted in our culture, serious people don't like color. Black and white are considered much more moral. "Quality" films were often in black and white until a few years ago. And they had fewer spectators.
For centuries they said drawing is more important than color. In the old debate between Venitian painting and Florentine drawing. In protestant and baroque churches. Saint Bernard was so chromophobe and iconophobe he admitted in church only some bare crosses. And probably the fortune of all-white minimalist painting comes from the same idea of moral strictness. Today the same applies to architecture, as Schwartz says. of course, when the wrong colors are used to paint houses the effect on the surrounding landscape is bad.
On the other side, painting, colors, gold, everything was used to glorify God, and educate christians. Churches collected and exhibited incredible relics. Little girls kissed the picture of Santa Rita before the exams.
Color celebrates nature and life on an instinctive, non-rational level. But critics and intellectuals, which make culture, are word people, i.e. rational. Drawings and words, black&white and words are all of a family, and they become "better" because they are easier to define.
I sometimes think that there are already too many images. Too many words. But I can't help being a visual/verbal artist
-David Batchelor, Chromophobia
-Alain Besançon, L'image interdite, Gallimard

Posted by Carla DellaBeffa at 29.07.03 14:11
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