Black (has) been an important masculine color throughout world's history(...) Male authority, male cruelty and malice, male hypocrisy and depravity, as well as willing male surrender to impersonal duty; male self-discipline and self-loathing, self-effacement and self-importance (...) male good judgement and moral excellence (...) have all seemed appropriately manifested in male black clothing, right along with common courtesy towards death, real grief, and total despair. Because of these potent symbolic elements (...) black gear has again and again become provisionally chic or supremely elegant for men of every class and age.
(...) A great deal of the power in female black garment has derived from their original male usage. When women have worn black, they have often been laying claim to larger dignity, graver sorrow, more legitimate power (...) and more effective wickedness than men. (...)
The power of much white feminine dress has derived not just from the desire to enact a refusal, as black clothing does, or from an insistent purity that rejects the corrupting touch of color, but rather from the lust to take on color that white projects (...) Whiteness is light, potential visual life itself, the universal source of all color. Thus, a white feminine radiance invites the stain from life (...)
Anne Hollander, Men in Black, from Feeding the Eye, University of California Press
(>>versione italiana)
Il nero è stato un colore maschile importante durante tutta la storia del mondo. Autorità, crudeltà, malizia, ipocrisia e depravazione maschili, così come la volontà maschile di arrendersi al dovere impersonale; l'autodisciplina e e l'odio per sé stessi, discrezione e presunzione, saggezza e eccellenza morale maschili, tutto questo sembrava espresso in modo appropriato da abiti maschili neri, accanto al comune rispetto verso morte, dolore e disperazione. A causa di questi potenti elementi simbolici, l'abito nero è stato in molte epoche il massimo dell'eleganza per uomini di ogni classe e età. Una gran parte del potere degli abiti neri femminili è derivata proprio dall'uso maschile originario. Quando le donne hanno indossato il nero, spesso affermavano di avere maggiore dignità, dolori più gravi, più potere legittimo e più reale perfidia che gli uomini.
Il potere degli abiti femminili bianchi deriva non solo dal desiderio di rappresentare un rifiuto, come fa il nero, o da un'insistente purezza che respinge la corruzione del colore, ma semmai dal desiderio del bianco di essere macchiato. Il bianco è luce, visione di vita potenziale, sorgente universale di ogni colore. Così, una bianca radiosità femminile invita le macchie della vita
Anne Hollander, Men in Black, da Feeding the Eye, University of California Press
(la versione è mia, non letterale)