LA PASTICCERIA COME UNA DELLE BELLE ARTI
Parlando stamattina con Grazia, critico d'arte e curatore, di arte e cibo e cucina, mi č venuto in mente che una volta facevo torte buonissime.
Il bello della pasticceria č che con quattro ingredienti base, burro uova zucchero farina, e pochi altri come lievito e latte, uvetta e cioccolato, si fa tutto: dal budino alla crostata, dai cannoncini di pastasfoglia alle brioches, dai biscotti ai bigné.
Poi mi hanno messa a dieta, sono diventata un'artista, e ho smesso di fare dolci. Con l'arte secondo me la ricetta č la stessa: prendere i miti, le memorie, le emozioni, le cose viste in giro. Aggiungere colori q.b. Mescolare bene e servire bollente.
(>>english version)
BAKERY AS ONE OF THE FINE ARTS
I was talking with Grazia, an art critic and curator, about art and food, and remembered I once used to bake wonderful cakes.
The nice side of bakery is that with four basic ingredients, butter sugar flour eggs, and a little more like chocolate, yeast, milk, sultanas, you can make everything, from pudding to flake pastry, from brioche to crumble.
Later I had to go on a diet, became an artist and stopped baking. But with art the recipe is the same: take myths, memories, emotions, things you've seen. Add color to taste. Mix well and serve piping hot.
今、食事療法をするので、僕がケーキを食べることができません。しかし、ケーキは絵画のようです。たくさんのカラーがあります。だから、ケーキを食べることができませんでも、見ることができます!
Ima, shokujiryôbô wo suru no de, boku ga kęki wo taberu koto ga dekimasen. Shikashi, kęki wa kaiga no yô desu. Takusan no karâ ga arimasu. Dakara, kęki wo taberu koto ga dekimasen demo, miru koto ga dekimasu!
Since I'm currently on a diet, I can't eat cakes. But cakes are like paintings: they are full of colors. So, even if I can't eat cakes, I can still look at them!
Posted by: Thierry at April 16, 2003 08:55 PMAll’artista gli mangiano l’opera d’arte
Non c’č niente di peggio per un artista che vedere la propria opera data in pasto alle masse. Uno scultore olandese che aveva creato un’installazione in cioccolata č rimasto molto deluso quando si č accorto che buona parte del lavoro era stato mangiato dai visitatori della mostra in esposizione ad Haarlem. Il collage di George Moormann raccoglieva ben 200 lettere di cioccolata di diverse taglie e gusti. “Avevo pensato che qualche bambino potesse rubare una o due lettere – ha commentato l’olandese – ma non l’intera opera”. “I primi giorni della mostra – ha aggiunto il direttore del museo – avevo notato delle piccole mutilazioni alle lettere. Ma la velocitŕ con cui poi sono sparite ha sorpreso anche me”.
21/11/2002 - Fonte: Ananova